Lug 14 2010

AFRICA “REGINA ESTIVA” IN RADIO SACRA FAMIGLIA

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L’AFRICA, “REGINA ESTIVA” IN RADIO SACRA FAMIGLIA

L’estate, si sa, porta un po’ di cambiamento nella solita routine: anche nei mass media i palinsesti sono un po’ diversi…la tendenza è di riproporre cose già viste e sentite, così in TV si “riciclano” serie più o meno fortunate di telefilm e alla radio la musica copre spazi che nei mesi lavorativi sono un po’ più densi di contenuti e dibattiti.

Ma questa volta RADIO SACRA FAMIGLIA non si adegua ‘in toto’ a questo standard: ci sono ben 3 nuove rubriche! Create appositamente per l’estate!

<!-Come non si poteva raccontare qualcosa in più dell’AFRICA …al tempo dei MONDIALI DI CALCIO 2010??? Un’occasione da non perdere! Così la rubrica “Missione IN-forma” per 4 puntate si è data un nome nuovo: “MISSIONE NEL PALLONE”, mettendo in evidenza varie iniziative del variegato mondo missionario e della cooperazione legate al calcio come importante processo educativo e preventivo, ma non ha taciuto gli aspetti più criticabili dell’evento sportivo che ha tenuto incollati milioni di tifosi e di spettatori agli schermi televisivi o agli spalti degli stadi in Sudafrica.

 

<!-Sempre tenendo l’obiettivo puntato sull’Africa, Paola Vismara, conduttrice di ‘Missione IN- forma’, racconta le vite semplici ma spesso eroiche dei “martiri africani del 20° secolo”: donne e uomini africani uccisi a causa della loro fede o del loro impegno cristiano. Il titolo della rubrica è particolarmente forte: “ROSSO SANGUE NELL’AFRICA NERA”, anche per sottolineare la morte spesso conseguenza di violenze efferate perpetrate su questi ‘fratelli e sorelle nella fede’. La rubrica va in onda di lunedì, dal 19 luglio al 13 settembre incluso.

“SCAPPATI E SCAMPATI” è la nuova rubrica che sostituisce “Rubrimmi”: il titolo accenna a viaggi-fuga ( principalmente in Africa) estremamente pericolosi: per non dimenticare che chi approda sulle coste meridionali della nostra Italia, o di isole ormai famose come Lampedusa, in realtà ha già percorso migliaia di Km in pieno deserto, rischiando di essere ucciso dai predoni, di morire di sete o di malattie, di diventare letteralmente matto…di essere imprigionato poi liberato e re-imprigionato per giochi sporchi della polizia che ci guadagna…sulla pelle dei disperati! E per le donne c’è un rischio in più: quello di essere violentate, non una, ma più volte, non da un uomo senza scrupoli, ma da molti che non possiamo più chiamare uomini… Chi arriva e riesce a ‘raccontare’ è dunque prima scappato…e poi è SCAMPATO ad una serie di sofferenze che sicuramente lo hanno segnato per tutta la vita. Dal 23 Giugno al 29 Settembre, il mercoledì.

 

 

Questi tre nuovi programmi sono ideati e condotti da Paola Vismara

Vicedirettrice di Missio-Centro missionario diocesano

Incaricata per la Pastorale Immigrati.

 

Per contatti e commenti:

paola.vismara@bz-bx.net

 

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Mag 20 2010

Intervista a P. Francesco Pierli

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PIERLI, EX SUPERIORE GENERALE DEI COMBONIANI, parla in RSF di Chiesa-Mondo-Africa

P. FRANCESCO PIERLI- già professore di Storia della Chiesa e SUPERIORE GENERALE DEI MISSIONARI COMBONIANI negli anni ’80, ha svolto e svolge tuttora il suo servizio missionario in Kenya, dove ha fondato e diretto il SOMIRENEC (Social Ministry Research and Network Centre), presso l’Università Cattolica di Nairobi. Ha pubblicato libri di spiritualità missionaria destinati in particolar modo ai giovani ed è autore di numerosi articoli.

Nel corso di una sua visita al Centro Missionario Diocesano - Missio, il 12 maggio scorso, è stato intervistato da Paola Vismara su Chiesa/Mondo/Africa. L’intervista è trasmessa da Radio Sacra Famiglia martedì 25 maggio, in “ Missione-IN-forma”, alle ore 10.10 (con replica domenica 30 maggio ore 9.00). Sarà anche scaricabile dal Sito www.radiosacrafamiglia.it nel mese di giugno 2010. Offriamo ai lettori la trascrizione: pensieri carichi di sapienza, obiettività, speranza.

 

  1. La Chiesa cattolica oggi vive un momento di crisi particolare, con tutti gli scandali legati al grave problema della pedofilia, alle accuse – giustificate o meno – alla gerarchia. P. Francesco Pierli, già Padre Generale dei Missionari Comboniani, è anche un esperto professore di Storia della Chiesa, ha visitato più volte vari Paesi del mondo, conosciuto direttamente le Chiese locali più giovani, in Africa, Asia e America Latina…ha vissuto e vive tuttora a Nairobi. QUAL E’ LA SUA VISIONE DELL’ATTUALE CRISI? QUALI SBOCCHI AVRA’?

 

Io sono felice che in questo momento stiamo vivendo questa crisi perché è emersa di fronte a problemi reali che ci sono prima di tutto nella società nel mondo di cui la Chiesa fa parte e una certa percentuale della problema della pedofilia tocca anche la Chiesa ma direi che tre quarti sono anche fuori e noi sempre nella storia della Chiesa in 2000 anni abbiamo condiviso gli aspetti negativi perché i sacerdoti le suore, il personale della Chiesa viene dalla società….L’aspetto bello è che finalmente se ne rende conto, se ne parla in pubblico, si confessa quello che c’è stato e quindi attraverso quest’autocoscienza crescente la Chiesa noi cristiani /cattolici ci stiamo preparando ad una gestione migliore dell’educazione delle nuove generazioni. Io credo che l’autocoscienza di un problema è il primo passo verso la soluzione. Nelle società tradizionali, penso anche all’Africa di oggi, di alcuni problemi -come questo – non se ne parlava affatto. E quindi non parlandone l’autocoscienza dell’esistenza del problema era minima. Ma anche in una famiglia se c’era un problema di natura sessuale non se ne parlava. Il fatto che se ne parli e se ne parli in pubblico, con competenza, a me sembra che sia un grande passo in avanti. L’altro aspetto positivo che io vedo è che la Chiesa si sta accorgendo che non può continuare a gestire alcuni problemi isolati dalla società. La società ormai – anche gli Stati – hanno delle legislazioni per quanto riguarda i bambini. Non possiamo dimenticare che il Codice dei diritti dei bambini è venuto fuori alcuni anni fa,è tutto il mondo che sta crescendo. La Chiesa ne sta prendendo coscienza un po’ di più e si sta accorgendo che alcuni privilegi – come il gestire certi problemi all’interno di se stessa, chiudendosi dalla società com’era nella tradizione- non è bene. Questo era uno dei privilegi che fu chiesto dalla Chiesa all’inizio del 2° millennio ( dall’anno 1000 in poi) ai Re e agli Imperatori di quel tempo. Ora ci si accorge che ciò che è un privilegio diventa per la Chiesa una causa dell’autodistruzione, mentre se si fa parte di una società e se alcuni problemi vengono risolti al di dentro di una struttura giuridica sviluppata dalla società e dagli Stati è molto meglio. Io credo che questa crisi fa parte della fine di una società che veniva chiamata ‘cristianità’ dove la Chiesa era un’istituzione a parte, i sacerdoti quasi intoccabili, come del resto i vescovi: oggi si dice NO. Questo è un privilegio che potrebbe proteggere qualcuno ma alla fine non aumenta l’incisività positiva del servizio della Chiesa. Quindi ben venga. E’ un altro capitolo dell’era costantiniana o dell’era cristiana del 2° millennio, è un prezzo che dobbiamo pagare per entrare nel Terzo millennio.

 

  1. Il mondo, con tutti gli squilibri tra Nord-Sud, con disastri ecologici e naturali che spingono migliaia di persone alla fuga, con la ‘bolla finanziaria’ che ha scatenato profonde crisi economiche un po’ ovunque … CI DICA LE SUE IMPRESSIONI, DA UOMO CHE HA LO SGUARDO RIVOLTO A 360°…

Io sono piuttosto felice per il fatto che il Sud del mondo non è più come era 10-15 anni fa: esso sta diventando molto più capace di gestire la sua propria storia. Non ci dimentichiamo che il 70 % circa della popolazione del mondo appartiene al Sud. Anche nazioni potentissime che stanno emergendo come la Cina, l’India e il Brasile -anche l’Africa come continente- appartengono e sono tuttora ritenute ‘Sud del mondo’. Ormai il Nord del mondo, compresi i vari G7,G8, cioè questi raggruppamenti delle potenze del Nord non possono riunirsi da soli senza coinvolgere le nazioni del Sud del mondo. Il Sud del mondo ha dunque una voce a livello mondiale molto più forte di quanto non lo fosse 10-15 anni fa. Quindi la soggettività e il protagonismo positivo del Sud del mondo sta crescendo, e il Nord non può prendere decisioni ignorando completamente il Sud del mondo. Si può litigare come è avvenuto per esempio a proposito dei trattati sul commercio internazionale, si può anche arrivare ad un confronto negativo, cioè non trovare punti d’accordo,….ma il Sud del mondo non è più una parte dell’umanità a proposito della quale il Nord può decidere impunemente. Il Sud del mondo è presente in ogni Convegno internazionale, in modo direi notevole. Inoltre, il Sud del mondo ormai è presente anche nel Nord: attraverso queste grandi migrazioni. Vengo dalla capitale del Kenya, Nairobi, e conosco bene l’Africa: ho notato per es. a Nairobi un grande sviluppo edilizio:questo mi fa ricordare gli anni ’60 in Italia –con i soldi che i nostri parenti emigrati hanno guadagnato e inviato in Italia, abbiamo costruito in le nostre case: è anche il caso della mia famiglia, dei miei parenti stretti, in Umbria. In Kenya sta accadendo lo stesso fenomeno, ma per le stesse cause: chi è emigrato alla fine aiuta la propria famiglia d’origine. Noi diciamo che le grandi migrazioni sono un problema per noi, ma in realtà sono una grandissima risorsa. Mi fa impressione il fatto che in questo momento storico, andando in giro, trovo gli industriali sono più favorevoli dei politici all’immigrazione.

  1. L’Africa … il Continente che ancora affascina e attira il variegato mondo del volontariato…ma è ancora PREDA di un nuovo colonialismo, che si impadronisce di risorse energetiche come petrolio e gas, di diamanti e coltan,e si appropria di immensi terreni per un’agricoltura che mira però all’esportazione dei prodotti più che a sfamare la gente locale… LEI CHE VIVE IN QUEL SUD DEL MONDO RITENUTO SEMPRE POVERO E INCAPACE DI RIALZARSI, COSA DICE DELL’AFRICA?

 

L’Africa sta vivendo un capitolo nuovo e positivo della sua storia. Riflettendo su quando sta avvenendo dal 1989: la vera indipendenza dell’Africa secondo me è iniziata con il crollo del muro di Berlino. L’Indipendenza degli anni ’60 non è stata percepita e vissuta come ‘i popoli africani ora gestiscono la loro vita attraverso sistemi democratici’. E’ stato piuttosto il trasferimento del Colonialismo dalle mani europee al colonialismo nelle mani di due superpotenze: l’America (USA) e la Russia, che hanno continuato - in modo diverso e servendosi di dittatori locali - a gestire l’Africa: fondamentalmente si continuava con un sistema colonialista anche peggiore di quello tradizionale. La possibilità di gestire l’indipendenza è iniziata effettivamente nel 1989, quando, con il crollo del muro di Berlino è finito il non aveva molto peso, erano e sono tuttora più presenti in Africa le multinazionali più che l’America come Stato. In questa situazione è arrivato il momento x le varie Nazioni africane di gestirsi da sé. Se guardiamo la storia degli ultimi 20 anni, l’inizio delle elezioni quinquennali, con le vere e prorprie scelte di presidenti e deputati, sono cominciate dopo il 1989. I processi democratici si stanno raffinando adesso in Africa. Ad esempio: in Uganda nelle ultime elezioni del 2007 i ¾ dei deputati sono stati cacciati, non sono stati rieletti…anche ¾ dei ministri…la gente sta adesso percependo per la prima volta che la loro volontà è fondamentale.

 

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Mag 11 2010

Matteo Ricci profeta dell’Inculturazione

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IN OCCASIONE DEL 4° CENTENARIO DELLA MORTE:

Matteo Ricci, profeta dell’Inculturazione

nello splendore dei MING

Dire: ‘missionario in Cina’ in questa diocesi di Bolzano-Bressanone, significa alludere a san Giuseppe Freinademetz, il santo missionario verbita originario della Val Badia! E chi altro se non lui?

Ma dire: ‘missionario in Cina’ nella città e nella diocesi di Macerata, significa alludere a Matteo Ricci, padre gesuita –nato a Macerata- che si fece cinese con i cinesi già nel 1600, unico ‘straniero’ accolto alla corte della Dinastia imperiale dei MING, la cui ‘grandeur’ artistica è stata sotto gli occhi degli innumerevoli visitatori della Mostra organizzata a Ca’ dei Carraresi, nel centro storico di Treviso.

Perché parlare di questo gesuita, nato a Macerata nel lontano 1552 e morto a Pechino l’11 maggio del 1610? Appunto perché l’11 maggio 2010 ricorre il 4° centenario della sua morte, e perché nella storia della ‘missione ad-gentes’ egli è a ragione il PRECUSORE DELL’INCULTURAZIONE.

Per conoscere meglio questo grande missionario ( cui il nostro San Ujöp si sarà senza dubbio ispirato) il 25 aprile scorso una trentina di persone da Bolzano e Laives si sono recati in ‘gita’ a Treviso…tutti membri di alcuni Gruppi Missionari parrocchiali, hanno accolto l’invito del Centro Missionario Diocesano e nella giornata di fraternità prevista dal ciclo di incontri, hanno partecipato intensamente a questa immersione culturale’ nell’inaspettata realtà di splendore artistico e non sol: la mostra : “I segreti della città proibita- La via della seta e la civiltà cinese.”

Non si poteva infatti capire la ‘statura missionaria’ di Matteo Ricci e la sua importanza nell’evangelizzazione della Cina, il suo ruolo di ‘ponte’ tra la cultura rinascimentale italiana ed europea e quella incredibilmente superiore della Cina sotto la dinastia dei Ming, se non IMMERGENDOSI in quella stupenda esposizione di pezzi rarissimi ed unici, arrivati a Treviso dal Museo e dagli scavi archeologici di Pechino, che hanno fatto emergere, solo pochi anni fa, opere d’arte indescrivibili per raffinatezza e preziosità.

Il cuore della missione di Matteo Ricci è infatti l’aver colto la ‘potenza evangelizzatrice’ della cultura.

Per fare un esempio legato alla storia greca, non è forzatura dire che “il cavallo di Troia” per poter entrare alla Corte dell’Imperatore è stato…l’OROLOGIO…sì, proprio quel meccanismo che incuriosiva i dotti cinesi che non ne avevano mai visto uno simile! “La macchina per misurare il tempo”, insieme con la straordinaria memoria di cui Ricci era dotato, il suo assoluto rispetto per la cultura, i costumi, le tradizioni dei Cinesi, il suo profondo entrare in relazione con la classe più colta ( dopo un periodo in cui aveva vestito il saio dei bonzi) grazie alla conoscenza perfetta della lingua cinese (in soli 3 anni l’aveva assimilata!)…tutto questo fece di Matteo Ricci non un santo né un martire, ma sicuramente un modello per qualsiasi missionario che oggi e in futuro voglia vivere in pienezza l’inculturazione auspicata da tutti i documenti recenti della Chiesa.

Astronomo e teologo, studente di diritto e matematico, missionario e diplomatico, scienziato e esperto conoscitore della Cina, è riuscito a far incontrare due grandi civiltà: quella d’Oriente (Cina) e quella dell’Occidente (Europa). Di lui hanno scritto: “Se l’Occidente ha scoperto la Cina con Marco Polo, i Cinesi hanno scoperto l’Occidente grazie a Matteo Ricci”. Non solo: il suo voler essere presente nel più alto ceto sociale, quello dei Mandarini e dei Letterati, arrivando persino ad indossare la raffinata veste di seta e a farsi condurre “in portantina”, alla fine si rivelò la mossa vincente: l’Imperatore in persona lo chiamò alla sua corte nel 1601. Ricci “non chiedeva nessun privilegio alla corte”, ma chiedeva di poter mettere a servizio del sovrano tutto ciò che conosceva delle “scienze del grande Occidente” da cui era venuto. Questo invito da parte dell’Imperatore Wan-Li ( di cui abbiamo ammirato la corona, il manto imperiale, vasi giganteschi di porcellana e persino la sputacchiera in giada e oro!) era il risultato della lettera e dei doni che Matteo Ricci gli aveva fatto pervenire poco tempo prima: dipinti sacri, un grande atlante, prismi di vetro che riflettevano la luce, clessidre a sabbia, monete d’argento europee, la riproduzione della madonna di Santa Maria Maggiore, un clavicembalo con 8 composizioni e due orologi meccanici.

L’Imperatore rimase affascinato da tanti oggetti sconosciuti e preziosi: per la prima volta scoprì l’esistenza di altre terre e altri Regni, era stato Matteo Ricci in persona a disegnare la carta del globo!…fu il primo ‘mappamondo’ che varcava la soglia della grande Cina… Matteo Ricci chiamò la Cina “il Regno di mezzo”, anche per dar valore a quell’immenso regno che divenne la sua patria d’adozione. Come segno di grande riconoscenza, l’Imperatore diede al Ricci il permesso di risiedere a Pechino – cosa davvero eccezionale- e gli assegno’ persino una rendita fissa, nonché il permesso di entrare periodicamente nel palazzo imperiale per la manutenzione degli orologi!…

Entrare nel palazzo imperiale voleva dire varcare la soglia delle “Città proibita”…uno straordinario complesso architettonico fatta costruire tra il 1406 e il 1421 dal terzo Imperatore della dinastia dei Ming -di cui a Treviso abbiamo ammirato in un modellino in miniatura (scala 1:300) che comunque copriva ben 40 metriquadri! Realizzato in legno di tiglio/paulonia l’opera lascia a bocca aperta…sia per la raffinatezza e precisione dei dettagli, sia perché dà l’idea della vastità di quella “città nella città” che era appunto la residenza dell’Imperatore e della sua corte nella Pechino del ‘600, che Matteo Ricci vide continuamente per 10 anni, prima della morte, avvenuta per sfinitezza nel 1610.

Noi tutti, un po’ ammalati di ‘eurocentrismo’, tartassati da quei prodotti cinesi di scarsissimo valore che trionfano sulle bancarelle e nei negozi, ultimo approdo di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese, consapevoli della schiavitu’ odierna cui sono destinati la maggior parte degli immigrati cinesi che lavorano senza sosta e senza diritti…tutti noi facciamo una gran fatica ad immaginare “il secondo rinascimento cinese” della dinastia dei Ming (parola/ideogramma che significa “splendore”), con la fioritura delle arti, lo straordinario progresso della produzione di porcellana e della seta, lo sviluppo del ricamo con fili di seta finissimi e della pittura su lunghi rotoli che abbondano in dettagli di una precisione più unica che rara. Tra la fine del XIV secolo e la metà del XVII, l’Impero cinese diventa la prima Potenza economica mondiale e le sue favolose ricchezze costituiscono un’attrazione irresistibile per l’Occidente.

Ed è proprio nel cuore più segreto ed inaccessibile di questa prima potenza al mondo che Matteo Ricci- definito “Italicus maceratensis” su una lapide funeraria scritta in latino e in cinese- riesce a portare il Vangelo, a battezzare, a fondare ben 4 residenze dei missionari gesuiti, ad iniziare la costruzione della prima Chiesa pubblica, a stringere relazione profonde con “ingenti folle di uomini illustri” che “vennero a piangerlo secondo il costume” quando egli morì, come scrive un cronista del tempo.

Il segreto di tanta ‘forza evangelizzatrice’ sarà senz’altro dono dello Spirito Santo… ma crediamo anche frutto di due qualità umane di grandissima attualità: l’assoluto rispetto per l’altro, per la sua cultura, le sue tradizioni, i suoi costumi; il grande valore dato all’amicizia, tanto da dedicare a questa virtù un trattato in lingua cinese! In esso molte massime si riferiscono al significato degli antichi ideogrammi, come: “Dio ha dato agli uomini una coppia di occhi, di orecchi, di mani, di piedi per farci capire che si può portare a buon fine qualsiasi cosa, se due amici si aiutano tra loro. Nell’antica scrittura l’ideogramma ‘amico’ era formato da ‘due mani’ delle quali non si può fare a meno; l’ideogramma ‘compagno’ era composto di ‘ala e ala’, cioè due ali: soltanto con esso l’uccello può volare. Non sarebbe forse così che gli antichi saggi hanno consideratogli amici?”

(“Trattato sull’amicizia” di Matteo Ricci al n°56)

Paola Vismara

Vicedirettrice Missio-Centro Missionario Diocesano

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Nov 10 2009

SER.DO.M

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E’ nato il SER.DO.M!

Il SERvizio DOcumentazione Mondialità è la NOVITA’ dedicata a INSEGNANTI, STUDENTI, ANIMATORI, EDUCATORI…e a tutti coloro che vogliono conoscere le ‘sfide del nostro mondo’ da un’ottica diversa.

Cliccate sul menu’ alla voce ‘ SER.DO.M ‘ per scoprire cos’è e come funziona!

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